P. LUIGI SALERNO, O. P.

 

 

S. TOMMASO

DOPO

IL CONCILIO VATICANO II

 

 

S.Tommaso (B. Angelico) Museo S. Marco Firenze.

 

 

Napoli, Marzo 2002.

 

 

INDICE

 

I

Prefazione.

Pag.

5

II

Studi Introduttivi.

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9

 

a) Il movimento teologico italiano (Z. Alszeghy, S. I. - M. Flick, S. I.).

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11

 

b) La teologia italiana - Dommatica - 1950 - 1970 (G. Colombo).

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29

III

Pubblicazioni del P. Luigi Salerno riportate in questo volume.

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43

 

1. L'essere tomistico e l'ordine metafisico.

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47

 

2. Il concetto di essere e l'ordine logico.

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63

 

3. Dialogo intorno alla conoscenza dell'essere.

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81

 

4. Tomismo, pluralismo culturale e Concilio Vaticano II.

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91

 

5. Il tomismo dal Concilio  di Trento al Vaticano II.

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117

 

6. S.Tommaso e la Costituzione sulla Liturgia.

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135

 

7. S. Tommaso e il Concilio Vaticano II.

"

151

 

8. Il VI Congresso Tomistico Internazionale.

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167

 

9. I fondamenti teoretici del pluralismo filosofico-teologico.

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171

 

10. S. Tommaso e la filosofia scolastica dalla "Humani Generis" al Vaticano II.

"

179

 

11. S. Tommaso e la teologia scolastica dalla "Humani Generis" al Vaticano II.

"

189

 

12. S. Tommaso e il dialogo tra Chiesa e cultura.

"

199

 

13. S. Tommaso e il rinnovamento teologico attuale.

"

211

 

14. La Chiesa, le religioni non cristiane ed il pensiero di S. Tommaso.

"

223

 

15. La Chiesa, la cultura ed il pensiero di S. Tommaso.

"

237

 

16. La teologia speculativa e sistematica oggi.

"

251

 

17. Eucarestia, Vaticano II ed il pensiero di S. Tommaso.

"

269

 

18. Filosofia e teologia, filosofia della religione e filosofia cristiana.

"

295

 

19. S. Tommaso ieri ed oggi.

"

307

 

20. L'uomo e l'essere.

"

317

 

21. Il concetto di relazione e la soluzione dei problemi di fondo della teologia.

"

327

 

22. Riflessioni e prospettive  sul senso della storia e sul problema della rivoluzione.

"

347

 

23. Opposizione relativa, progresso e storia del pensiero.

"

369

 

24. Il concetto di teologia secondo S. Tommaso.

"

381

 

25. Relazione, opposizione e dialettica nel pensiero moderno ed in Tommaso d'Aquino.

"

389

 

26. Tommaso d'Aquino oggi, La concezione tomista dell'uomo.

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401

IV

Lettere pervenute al P. Luigi Salerno in occasione delle pubblicazioni precedenti.

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413

V

Elenco di coloro che parteciparono al dibattito sul pluralismo culturale e Concilio Vaticano II, aperto con il relativo articolo.

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423

VI

Notizie biografiche del P. Luigi Salerno.

"

429

VII

Indice.

"

431

 

 

 


 

PREFAZIONE

 

Giunto ormai al termine della mia attivita' didattica, ho voluto gettare uno sguardo sul mio passato di insegnante di filosofia e teologia ed ho pensato di raccogliere alcuni miei scritti, pubblicati in varie riviste o volumi, e riguardanti il pensiero filosofico e teologico di S. Tommaso d'Aquino, particolarmente in relazione alla svolta determinata dal Concilio Vaticano II.
Si tratta di articoli scritti negli anni del Concilio ed in quelli immediatamente successivi, perché negli anni seguenti altri impegni, anche se non mi hanno impedito di continuare ad insegnare, tuttavia non mi hanno piu' lasciato il tempo necessario per altre pubblicazioni, che pure avevo in programma e per le quali avevo anche abbozzato alcuni appunti rimasti tali.
Naturalmente mi sono posto la domanda sulla opportunita' o meno di riprendere pubblicazioni risalenti a tanti anni addietro, ma ho pensato di farlo sia per raccogliere il frutto di anni di studio e di insegnamento, sia per motivi meno personali e piu' oggettivi che indico qui di seguito.
Il primo motivo e' questo: anche se oggi, dovendo scrivere, apporterei alcune modifiche a quanto ho scritto in passato, tuttavia gli scritti che mi accingo a raccogliere mi pare conservino una sostanziale validita' e quindi possano essere utili ad un eventuale lettore, specialmente per quanto riguarda la conoscenza del pensiero di S. Tommaso.
Il secondo motivo e' questo: la recente enciclica "Fides et Ratio", secondo vari commenti finora pubblicati, ha riproposto il problema del tomismo nella Chiesa dopo il Concilio Vaticano II; orbene, senza sottovalutare i nuovi traguardi raggiunti col Concilio, io in buona parte delle mie pubblicazioni ho voluto mostrare la convergenza sostanziale della impostazione del pensiero di S. Tommaso con quello del Concilio Vaticano II, anche laddove il pensiero del Concilio appariva maggiormente innovativo rispetto alla teologia preconciliare dei manuali, la quale veniva ritenuta teologia tomista, mentre in realta' tale non era o per lo meno non lo era pienamente:
- o perché non era strutturata, come la teologia di S. Tommaso, come riflessione scientifica sul dato rivelato biblico e patristico, non trascurando affatto la dimensione temporale e storica della rivelazione, come appare, per es. dalla II II, q. 1, a. 7, e come appare anche dalla Cristologia nella quale S. Tommaso, dopo aver illustrato il mistero della incarnazione a livello ontologico, tratta della vita di Cristo (III, q. 27 - 59) e particolarmente del suo mistero pasquale;
- o perché restringeva l'orizzonte ampio ed universalista della teologia di S. Tommaso, come io ho fatto notare particolarmente nel confronto tra la visione ecclesiologica di S. Tommaso e quella del Concilio, nonché tra la definizione di sacramento presente nei manuali preconciliari "ad mentem S. Thomae" e la definizione di sacramento della Summa Theologiae, che si ritrova quasi letteralmente nel Concilio Vaticano II e che, oltre ad offrire una visione completa del sacramento, induce a superare l'opposizione tra parola e sacramento, sottolineando l'aspetto significativo e noetico dei Sacramenti e l'aspetto sacramentale della S. Scrittura.
Questa caratteristica della totalita' e della sintesi mette il pensiero di S. Tommaso in condizione di poter riportare in luce e di poter approfondire quegli elementi della Tradizione che erano stati trascurati dalla teologia postridentina; di poter superare l'influsso che le filosofie razionalistiche avevano esercitato nei manuali teologici, ed anche in quelli filosofici, i quali  - pur definendosi "ad mentem S. Thomae" - avevano in qualche misura trascurato, per esempio, il senso genuino dello "esse" tomistico, nonché l'originalita' dell'antropologia di S. Tommaso; di poter assimilare gli elementi validi presenti nel pensiero moderno e contemporaneo, ed entrare in dialogo con questo pensiero, dialogo molto caldeggiato da Giovanni Paolo II nella "Fides et Ratio".
Il terzo motivo e' questo: quasi tutti i problemi trattati nelle mie pubblicazioni - come per es. il concetto di essere e la metafisica, il pluralismo culturale, filosofico e teologico, il rapporto ragione - fede e l'autonomia della ragione, il rapporto tra teologia e filosofia, il rapporto tra cristianesimo e religioni non cristiane, il dialogo tra Chiesa e cultura, la natura ed i compiti della teologia speculativa, la questione della "filosofia cristiana", il rinnovamento teologico post-conciliare, il problema antropologico - sono tuttora attuali, e sono stati recentemente riproposti, ovviamente nell'odierno contesto filosofico - teologico, dall'Enciclica "Fides et ratio". In conseguenza i miei scritti possono costituire una preparazione ed un aiuto alla lettura ed alla comprensione dell'Enciclica con la quale si trovano in sostanziale accordo, pur tenendo presente che l'Enciclica esamina tutti questi problemi nell'ambito di un unico discorso e con alcune esplicitazioni, precisazioni e prospettive che mi riservo di considerare a parte. Per quanto riguarda S. Tommaso la "Fides et Ratio", riafferma "l'universalita' dello spirito umano, le cui esigenze fondamentali si ritrovano nelle culture piu' diverse", deducendone che "quando la Chiesa entra in contatto con grandi culture precedentemente non ancora raggiunte, non puo' lasciarsi alle spalle cio' che ha acquisito dall'inculturazione nel pensiero greco-latino" (F.R. n. 72); afferma che "la filosofia dell'essere, nel quadro della tradizione metafisica cristiana, e' una filosofia dinamica - essa trova la sua forza e perennita' nel fatto di fondarsi nell'atto stesso dell'essere, che permette l'apertura - verso tutte le realta' - fino a raggiungere Colui che a tutto dona compimento" (F.R. n. 97); l'Enciclica riconosce che "un posto tutto particolare spetta a S. Tommaso, non solo per il contenuto della sua dottrina, ma anche per il rapporto dialogico che egli seppe instaurare con il pensiero arabo ed ebreo del suo tempo" (F.R. n. 43); conferma l'apprezzamento della "Aeterni Patris" per "l'incomparabile valore della filosofia di S. Tommaso" (F.R. n. 57); afferma che "giustamente S. Tommaso e' stato sempre proposto dalla Chiesa come maestro di pensiero e modello del retto modo di fare teologia" (F.R. n. 43) aggiungendo che "se in diverse circostanze e' stato necessario intervenire su questo tema, ribadendo anche il valore delle intuizioni del Dottore Angelico e insistendo per l'acquisizione del suo pensiero, cio' e' dipeso dal fatto che le direttive del Magistero non sono state sempre osservate con la desiderabile disponibilita'" (F.R. n. 61); tuttavia l'Enciclica contiene diversi elementi che richiedono una specifica ed attenta riflessione che - come ho detto sopra - mi riservo di fare.
Ritengo doveroso avvertire che alcuni argomenti li ho trattati in diverse occasioni e le relative pubblicazioni sono state inserite in riviste o volumi diversi. Ho incluso in questa raccolta anche tali pubblicazioni (precisamente quelle elencate ai numeri 7 e 25 dell'indice), nonostante la sostanziale ripetizione del contenuto rispetto alle altre pubblicazioni, anch'esse incluse in questa raccolta; ho pensato di includerle perché presentano una impostazione leggermente differente.
Ai miei scritti ho voluto premettere uno studio dei Padri Alszeghi e Flick S. I., dell'Universita' Gregoriana, e parte di uno studio di D. Giuseppe Colombo - gia' Preside della Facolta' Teologica dell'Italia Settentrionale - i quali ebbero, non da me sollecitati, la bonta' di segnalare le mie pubblicazioni e di inviarmi un "Estratto" dei loro studi, in segno di amicizia.
Ho voluto anche aggiungere qualcuna delle lettere di consenso che ricevetti in occasione delle mie pubblicazioni: particolarmente significativa quella del mio illustre Confratello Domenicano, P. D. Chenu'.
Gli studi e le lettere di cui sopra, oltre ad essere un caro ricordo, hanno costituito per me un incitamento a raccogliere le mie pubblicazioni.
Riguardo agli argomenti di queste ultime desidero segnalare in particolare quanto segue:
a) La discussione sul pluralismo filosofico, teologico e culturale in un momento storico in cui le cose non erano chiare come lo sono oggi;
b) La critica di alcune errate affermazioni circa una presunta staticita' ed immobilismo del pensiero di S. Tommaso, e il valore della distinzione tomista tra ragione e fede per il dialogo con i non credenti, filosofi o non;
c) L'uso della parola <<preferenza>> circa l'atteggiamento del Magistero Ecclesiastico nei confronti del pensiero filosofico-teologico di S. Tommaso d'Aquino in rapporto al pensiero di altri teologi e filosofi cattolici. Mi piace ricordare che consegnai il relativo mio scritto all'allora teologo della Casa Pontificia e poi Cardinale Luigi Ciappi, Domenicano e gia' mio professore, affinché lo facesse in qualche modo pervenire al Sommo Pontefice, prima del VI Congresso Tomistico Internazionale (settembre 1965); ed ebbi poi la soddisfazione di constatare che il Papa Paolo VI parlo' di <<preferenza accordata all'Aquinate>> dal Magistero della Chiesa, nel discorso rivolto ai partecipanti al VI Congresso Tomistico, discorso cui indubbiamente aveva prestato la propria collaborazione il teologo della Casa Pontificia P. Luigi Ciappi.
d) Il significato ed il valore della opposizione relativa (e quindi in qualche modo complementare) per la soluzione di vari problemi filosofici e teologici.
L'attuale Papa Giovanni Paolo II, trattando del problema ecumenico, ha detto che "le divisioni tra i cristiani sono certamente contrarie a quanto aveva stabilito Gesu'.
Tuttavia questi diversi modi di intendere e praticare la fede in Cristo possono essere in certi casi anche complementari e non e' detto che debbano necessariamente escludersi tra loro.".
Ma gli argomenti che ho voluto particolarmente segnalare risulteranno chiari dalla lettura dei relativi testi.
Voglio ora fare una necessaria precisazione.
La mia ferma e convinta adesione alle linee fondamentali del pensiero di S. Tommaso non significa che non si debbano oggi rivedere alcuni elementi di questo pensiero chiaramente condizionati dal contesto storico culturale cui anche S. Tommaso ha dovuto pagare il suo tributo; non significa poco apprezzamento per gli altri Dottori cattolici, primo fra tutti il grande S. Agostino, per i pensatori cattolici di epoca piu' recente, nonché per gli elementi di verita' presenti nel pensiero moderno e contemporaneo; non significa che per me la riflessione filosofico-teologica sia finita col secolo XIII.
E con cio' credo di aver completato la prefazione a questa raccolta dei miei scritti, che vuole anche essere quasi un mio testamento intellettuale.
Non posso tuttavia mettere la parola fine a questa prefazione senza esprimere il mio piu' vivo ringraziamento al Dott. Lucio De Liguori, il quale mi ha incoraggiato a fare la raccolta di questi scritti e mi ha aiutato, svolgendo la maggior parte del lavoro necessario. Penso che nessuna persona, per quanto amica, avrebbe fatto questo, con tanta pazienza, generosita' e competenza.
La mia gratitudine, oltre che nel cuore, rimarra' espressa ed impressa indelebilmente su queste pagine.
 
Napoli 7 Marzo 2002
   Luigi Salerno
 
   
N. B.
Dallo studio dei Padri Alszeghy e Flick risulta che negli anni del Concilio Vaticano II ed in quelli immediatamente successivi, tra i Domenicani italiani soltanto il Padre Luigi Salerno ha tentato un'opera di assimilazione dottrinale, tracciando i rapporti tra la sintesi tomistica e la dottrina del Concilio.
Dallo studio di D. Giuseppe Colombo risulta che nella teologia italiana fino agli anni '70 i rappresentanti della scuola Domenicana impegnati a risolvere i problemi - affiorati particolarmente nel Concilio - dei rapporti tra storia e teologia e tra esegesi e teologia sono soltanto tre; e soltanto il P. Luigi Salerno ha posto il problema del tomismo in teologia, aprendo anche un serrato dibattito sul pluralismo.
 

NOTIZIE BIOGRAFICHE DEL P. LUIGI SALERNO
 
Il P. Luigi Salerno, nato a Cercemaggiore (CB), dopo gli studi liceali, si iscrisse alla Facolta' di Giurisprudenza dell'Universita' di Napoli e successivamente entro' nell'Ordine Domenicano. Dopo l'ordinazione sacerdotale conseguì la licenza in teologia presso l'<<Angelicum>> (Universita' S. Tommaso) di Roma ed ivi compi' gli studi di specializzazione.
Insegno' per dieci anni teologia dogmatica e per sei anni filosofia teoretica nello "Studio Generale" domenicano della Provincia di Napoli. Collaboro' nel contempo a diverse riviste ed organizzo' a Napoli cicli di conferenze sull'insegnamento del Concilio Vaticano II, di cui curo' la pubblicazione.
Nel 1957, con l'approvazione dei Superiori, organizzo' una celebrazione del cinquantenario della morte del P. Gaetano Capasso nel convento di S. Maria della Libera in Cercemaggiore, raccogliendo notizie e documenti sul P. Capasso.
Nel 1966 fu nominato membro della Commissione Internazionale per gli studi dell'Ordine Domenicano e nel 1967 fu eletto membro del Consiglio Direttivo dell'Associazione Teologica Italiana; nel 1995 fu nominato socio dell'Accademia Pontificia di S. Tommaso d'Aquino.
Dal 1970 fino al 1997 ha insegnato Filosofia teoretica ed in particolare Antropologia filosofica nell'Istituto Superiore di Scienze Religiose "Donnaregina" della Pontificia Facolta' Teologica dell'Italia Meridionale.
Nell'anno 1987 fu nominato Delegato Arcivescovile per il Monastero domenicano di S. Maria delle Grazie in Sorrento e, tra l'altro, promosse la pubblicazione di un volumetto illustrativo della chiesa omonima.
Nel 1990, con l'approvazione dei Superiori e con la collaborazione di diversi docenti di filosofia, ha fondato a Napoli l'Istituto Filosofico "S. Tommaso d'Aquino", con lo scopo di promuovere lo studio del pensiero di S. Tommaso, in dialogo con la cultura contemporanea; l'Istituto e' giunto ormai - nell'anno 2002 - al suo dodicesimo anno di attivita'.
Dal 1969 al 1977 fu Priore del Convento di S. Domenico Maggiore in Napoli, successivamente fu Priore Provinciale della Provincia religiosa domenicana di Napoli, Reggente degli Studi della stessa Provincia, e poi nuovamente - dal 1986 al 1993 - Priore del Convento di S. Domenico Maggiore per il quale ha profuso il suo impegno, sia curando i restauri della Basilica e del Convento, sia organizzando le solenni celebrazioni in Basilica durante il VII centenario tomistico nel 1974, sia promuovendo la pubblicazione di un volume e di una breve guida storico-artistica della Basilica, ed infine curando personalmente la pubblicazione di un volume su "Il Convento di S. Domenico Maggiore in Napoli", nell'anno 1997.
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